Alfabeto per ciechi: cos’è il braille e come si legge
L’alfabeto per ciechi è il braille: un sistema di scrittura in cui ogni lettera è una combinazione di punti in rilievo in una cella di sei, disposti in due colonne da tre. Le persone cieche e ipovedenti lo leggono con i polpastrelli. Lo ideò il francese Louis Braille intorno ai quindici anni e lo pubblicò nel 1829; oggi si usa in quasi tutte le lingue del mondo.
Il braille non è una lingua ma una scrittura: chi legge l’italiano in braille legge l’italiano. Ogni lingua stabilisce quale cella corrisponde a quale lettera. In Italia il riferimento è il Codice Braille Italiano, approvato dall’Authority Italiana del Braille, coordinata dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi «Regina Margherita».
In breve
- Alfabeto per ciechi, alfabeto per non vedenti, alfabeto braille e scrittura braille sono nomi della stessa cosa.
- La base è la cella di sei punti: a sinistra 1, 2, 3 dall’alto in basso, a destra 4, 5, 6.
- Sei punti danno 64 combinazioni, contando la cella vuota: abbastanza per lettere, numeri e punteggiatura.
- Maiuscole e numeri non hanno celle proprie: un segno messo prima ne cambia il senso.
- Si legge da sinistra a destra, con le dita. A mano, con la tavoletta, si scrive da destra a sinistra.
La cella di sei punti
Una cella braille ha sei posizioni. Una lettera si descrive dicendo quali punti sono in rilievo: la a è il punto 1 (⠁), la b i punti 1 e 2 (⠃), la c i punti 1 e 4 (⠉).
La cella è grande quanto basta per stare tutta sotto un polpastrello. Un lettore esperto non conta i punti uno per uno: riconosce la forma intera al primo tocco.
Come è costruito l’alfabeto
L’alfabeto è fatto di serie di dieci:
| Serie | Lettere | Come |
|---|---|---|
| 1ª | dalla a alla j | Solo i quattro punti in alto: 1, 2, 4 e 5 |
| 2ª | dalla k alla t | La prima serie più il punto 3 |
| 3ª | u, v, x, y, z | La prima serie più i punti 3 e 6 |
Così la k è la a con il punto 3 (⠅) e la u è la a con i punti 3 e 6 (⠥). La w resta fuori: Louis Braille creò il sistema per il francese, dove la w quasi non si usava. La tabella completa è nell’alfabeto braille.
Le regole del braille italiano
In braille una vocale accentata è una cella propria, non una vocale più un accento:
| Lettera | Braille | Esempi |
|---|---|---|
| à | ⠷ | città |
| è | ⠮ | caffè |
| é | ⠿ | perché |
| ì | ⠌ | così |
| ò | ⠬ | però |
| ù | ⠾ | più |
Tre segni cambiano il senso di ciò che segue:
| Segno | Braille | Che cosa fa |
|---|---|---|
| Segnamaiuscole | ⠨ (punti 4 e 6) | Una maiuscola: “Roma” è ⠨⠗⠕⠍⠁; doppio, una parola tutta maiuscola: “ONU” è ⠨⠨⠕⠝⠥ |
| Segnanumero | ⠼ (punti 3, 4, 5 e 6) | Le lettere dalla a alla j diventano cifre: 2026 è ⠼⠃⠚⠃⠋ |
| Punto 3 | ⠄ | L’apostrofo (“l’albero” è ⠇⠄⠁⠇⠃⠑⠗⠕), il punto delle abbreviazioni e i punti di sospensione |
Il punto fermo, invece, è una cella diversa: i punti 2, 5 e 6 (⠲).
Come si legge
Il braille si legge con i polpastrelli, da sinistra a destra. Molti lettori usano tutte e due le mani: una legge, l’altra cerca già l’inizio della riga successiva. Non si preme sui punti: le dita ci scorrono sopra leggere.
Come si scrive
| Strumento | Come funziona |
|---|---|
| Tavoletta e punteruolo | Il foglio si fissa sulla tavoletta e un regolo guida le righe; con il punteruolo si imprime un punto alla volta. Il punteruolo fa incavi, non rilievi: si scrive sul retro del foglio, da destra a sinistra. |
| Dattilobraille | Sei tasti, uno per punto: si premono insieme i punti di una lettera, e il testo si legge subito, da sinistra a destra. |
| Computer e telefono | Un display braille mostra in braille il testo dello schermo; una stampante braille lo porta su carta. |
Lo spieghiamo passo passo in scrittura braille.
Domande frequenti
Il braille è una lingua?
No, è una scrittura. Un testo italiano in braille è italiano; un testo inglese in braille è inglese. Ogni lingua ha però le sue regole per le celle.
Quante lettere ha l’alfabeto per ciechi?
Le 26 lettere dell’alfabeto latino, ognuna con la sua cella, più le celle delle vocali accentate. Con sei punti ci sono 64 combinazioni, contando la cella vuota.
Chi ha inventato l’alfabeto per ciechi?
Il francese Louis Braille (1809–1852). Fissò la cella di sei punti intorno al 1824, a quindici anni, e pubblicò il metodo nel 1829.
Il braille è uguale in tutte le lingue?
Le lettere di base sono le stesse in quasi tutte le lingue con l’alfabeto latino, ma le lettere accentate e la punteggiatura cambiano. Le lingue con un’altra scrittura, come il giapponese o l’arabo, associano le celle ai propri suoni.
Anche chi vede può imparare il braille?
Sì: familiari, insegnanti e curiosi lo imparano. Di solito si comincia con gli occhi; leggere con le dita richiede molta più pratica. Da dove partire lo trovi in imparare il braille.
